Elsa Morante
post pubblicato in
Politica, il 18 marzo 2010
Un'amica mi invia questo scritto di Elsa Morante. C'è da rabbrividire a pensare che il testo è del 1945 ....
"Il capo del Governo si macchiò ripetutamente durante la sua carriera di
delitti che, al cospetto di un popolo onesto, gli avrebbero meritato la
condanna, la vergogna e la privazione di ogni autorità di governo. Perché
il popolo tollerò e addirittura applaudì questi crimini? Una parte per
insensibilità morale, una parte per astuzia, una parte per interesse e
tornaconto personale. La maggioranza si rendeva naturalmente conto delle
sue attività criminali, ma preferiva dare il suo voto al forte piuttosto
che al giusto. Purtroppo il popolo italiano, se deve scegliere tra il
dovere e il tornaconto, pur conoscendo quale sarebbe il suo dovere, sceglie
sempre il tornaconto.
Così un uomo mediocre, grossolano, di eloquenza volgare ma di facile
effetto, è un perfetto esemplare dei suoi contemporanei. Presso un popolo
onesto, sarebbe stato tutt'al più il leader di un partito di modesto
seguito, un personaggio un po' ridicolo per le sue maniere, i suoi
atteggiamenti, le sue manie di grandezza, offensivo per il buon senso della
gente e causa del suo stile enfatico e impudico. In Italia è diventato il
capo del governo. Ed è difficile trovare un più completo esempio italiano.
Ammiratore della forza, venale, corruttibile e corrotto, cattolico senza
credere in Dio, presuntuoso, vanitoso, fintamente bonario, buon padre di
famiglia ma con numerose amanti, si serve di coloro che disprezza, si
circonda di disonesti, di bugiardi, di inetti, di profittatori; mimo abile,
e tale da fare effetto su un pubblico volgare, ma, come ogni mimo, senza un
proprio carattere, si immagina sempre di essere il personaggio che vuole
rappresentare."
PS: il capo del governo non è Mussolini ....
Mamma mia !
post pubblicato in
Politica, il 10 marzo 2010
Ciò che è bello fuori è bello anche dentro, dicevano gli antichi Greci.
E per dentro intendevano le qualità interiori.
Guardate qui:

Come sempre,
i Greci avevano ragione.
Paolo Micheli
post pubblicato in
PD, il 7 marzo 2010
Il circolo di Merano ha finalmente trovato il candidato sindaco PD per la città del Passirio. Si tratta di Paolo Micheli, direttore di Merano Maia, brava persona proveniente dal mondo dell'economia.
Era ora.
Ieri sera il suo nome ha avuto l'approvazione del Coordinamento del circolo PD meranese: 8 a 1 a favore di Micheli candidato. Bel successo !!!
Candidati sindaci a Bolzano
Dalla rubrica dell'Alto Adige "Visti dal basso" di Sergio Camin (26-02-2010)
Abbiamo letto sulle pagine di questo giornale, che l’Unione per l’Alto Adige punta a presentare a Bolzano un candidato sindaco di terza via, che immagino sia una roba simile alla terza corsia dinamica, una roba che c’è ma è meglio non usare. Ancora meno chiaro è che cosa sia l’Unione per l’Alto Adige, l’impressione è che sia una roba che non c’è ma che si usa. Nel discreto casino preelettorale a cui stiamo assistendo si usa in effetti un po’ di tutto pur di puntare a qualche cadreghina. Il meccanismo è molto semplice: chiunque vinca tra centrodestra e centrosinistra avrà un vantaggio di una manciata di voti, chiunque si inventi una sua listarella di terza, quarta o nona via, può tranquillamente provare a chiedere qualche cosa. E così nessuna meraviglia se in tre si uniscono a cena e compare l’Unione, rischiamo di vedere ben altro. Pinuccia Di Gesaro pare abbia già trovato il nome per la sua lista: “Pinuccia è d’accordo con Di Gesaro”. In effetti un nome che complicherà la vita ai grafici ma che l’editrice di agende considera di sicuro effetto. Non male anche la scelta del Forum, che ha già predisposto la grafica. Un buco centrale e intorno a correre la scritta “Non è vero che mi chiamo Capellietoni”. I Comunisti Italiani continueranno a chiamarsi “Comunisti Italiani”. Lo hanno deciso dopo una riunione assembleare tenuta nell’ascensore di Carlini, in cui non è passata l’idea di Carlini di passare a “Italiani Comunisti”. Determinante è stato il voto contrario dello stesso Carlini. Nel centrodestra, dopo la lista Oberrauch, stiamo aspettando un ex calciatore, un ex giocatore di polo e un ex medico diventato dentista.
Se questo è un popolo
post pubblicato in
diario, il 21 febbraio 2010
A questo ci siamo ridotti, a non avere nemmeno pietà di una persona che sta morendo di freddo sul ciglio della strada. Italiani brava gente: che schifo.
Scusa Sahid, a te la vita non la restituirà più nessuno; a me, e alla (poca) gente con una coscienza, toccherà di convivere con questa caricatura di popolo.
I noiosi regolamenti ...
post pubblicato in
PD, il 18 febbraio 2010
... che nessuno sembra conoscere (in particolar modo i professionisti dell'informazione).
"Le Primarie del PD: possono effettuarsi qualora il Sindaco uscente decida di ricandidarsi, e vengono presentate eventuali altre candidature nei termini come sotto riportato (art.4 comma 4 del regolamento).
Gli eventuali altri candidati devono essere iscritti del PD e possono candidarsi in alternativa al sindaco in carica se sostenuti dal 30% dei componenti dell'assemblea provinciale oppure dal 15% degli iscritti risultanti nell'anno 2009."
Buon divertimento.
Non vi sembra una foto emblematica delle ferite del PDL locale ? ...
Se questo è un uomo :)))
post pubblicato in
Politica, il 6 febbraio 2010
da La Stampa del 4-2-2010:
Se questo è un uomo
÷ Ma come farà a essere israeliano con gli israeliani e palestinese coi palestinesi? Ad affermare, davanti a Netanyahu, che bombardare Gaza fu «una reazione giusta e due ore dopo, davanti ad Abu Mazen, che le vittime di Gaza sono paragonabili a quelle della Shoah? Zelig si limitava a cambiare faccia, a seconda dell’interlocutore da compiacere. Ma questo è un uomo in grado di cancellare il tempo e lo spazio. Riesce a stare con il pilota dell’aereo che sgancia le bombe e nel rifugio sotterraneo con i bombardati. In contemporanea, e dispensando a entrambi parole di comprensione. Nella sua vita precedente insegnava ai venditori di pubblicità a essere concavi coi convessi e convessi coi concavi. Una volta li sfidò a salutare cinquanta clienti, trovando un complimento per tutti. Solo stringendo la mano al cinquantesimo, un uomo brutto e sgradevole, rimase perplesso. Poi gli disse: «Ma che bella stretta di mano ha lei!».
Molti hanno letto quei manuali americani che insegnano a infinocchiare il prossimo in 47 lezioni. Ma solo lui ha il fegato di applicarne il precetto fondamentale:credere sempre a quel che dici, anche quando è il contrario di quel che hai appena detto. Una tecnica che evidentemente funziona persino con le vecchie volpi mediorientali.
Come farà? Vorrei tanto chiederglielo, se non fosse che lui nel frattempo si è già spostato nella basilica della Natività, a Betlemme, dove sta raccontando ai frati una barzelletta sulla Madonna che avrebbe preferito una femminuccia. A quel punto mi arrendo.
Eccesso di settarismo
post pubblicato in
Politica, il 2 febbraio 2010
E' difficile non condividere il fondo di Florian Kronbichler pubblicato domenica sul Corriere. Il sistema politico altoatesino sta implodendo per eccesso di settarismo. La rappresentanza politica, a qualunque livello, è diventata una guerra personale o per bande, una mera affermazione di sopravvivenza. Alla base di tutto questo - come ha scritto qualche giorno fa in un editoriale il direttore Franco - c’è il problema sostanziale: l’assenza di leadership. Intesa come assenza di grandi idee e di nuovi stimoli propositivi, in un paese come il nostro che invece dovrebbe produrre a ritmo continuo idee di sviluppo, magari contrapposte, ma che si differenziano per tipo di visione della società e non per etnia.
Se è inconfutabile che solo alcuni comandano, è altrettanto vero che i tanti che subiscono un potere granitico e ripetitivo stanno a guardare. Oppure si dividono in tante piccole inefficaci minoranze, rissose ed autoreferenziali (il “fattore di piccolezza” di Kronbichler). E quindi noi, nell’era di Barack Obama e in uno degli angoli più ricchi d’Europa, rischiamo di perpetuare un’elite sui generis, assai attenta a tutelare i suoi diritti e propensa a misconoscere i suoi doveri. Doveri che dovrebbero tradursi come causa comune, progetto condiviso, idealità trasversale. Mentre invece prevalgono interessi personalistici e settarii, con molteplici sfaccettature che vanno dalla proliferazione micropartitica alla subalternità del politico all’economico, i veri delitti di una classe dirigente che mira solo a riprodurre se stessa. Progresso e solidarietà sociale bloccati da una parte di ceto politico professionista portato più al posizionamento tattico di se stesso che alla proiezione strategica.
Le contaminazioni virtuose tra il meglio della nostra società e le sue istituzioni faticano a decollare, imprigionate in una logica perversa fatta di relazioni personali, di cooptazione e di regole etniche. E dov’è finito il merito, di cui tutti i partiti - nessuno escluso - si riempiono la bocca? Nel mondo l´ingresso in politica è considerato l’apice per una carriera manageriale o universitaria: qui invece gli accademici snobbano la politica e molti politici apicali crescono all’ombra di segreterie, a loro volta rigorosamente divise per lingua.
E allora, che fare? Non esistono ricette purtroppo. Esiste solo la possibilità, per i virtuosi tra quelli che sono al potere, di creare regole che incentivino i comportamenti positivi e disincentivino quelli negativi, dove per positivo si intenda il bene comune e per negativo l’interesse personale. Da uomo della società civile prestato alla politica ho una speranza e un compito: la speranza che, nella lunga lotta tra cultura e merito da un lato e interesse personale e familizzazione della politica dall’altro, alla fine prevalgano i primi; il compito - e anche un dovere, per il ruolo che ricopro - di far capire alla gente che una società che ama definirsi civile come la nostra non può prescindere da un sistema guidato dai più capaci dove nessuno però deve restare indietro. E siccome continuo caparbiamente a ritenere di vivere in un sistema democratico, sono convinto che, in ultima analisi, è ancora il cittadino a tenere saldamente in mano la chiave di questa società che può e deve essere migliorata: il suo voto.
iPad !!!
post pubblicato in
diario, il 27 gennaio 2010
Fondamentale in questa vita digitale !
:))))))