PD, chirurgia, politica, Bolzano, Alto Adige PD, chirurgia, politica, Bolzano, Alto Adige antoniofrena | antoniofrena | Il Cannocchiale blog .

Elsa Morante
post pubblicato in Politica, il 18 marzo 2010


Un'amica mi invia questo scritto di Elsa Morante. C'è da rabbrividire a pensare che il testo è del 1945 ....

"Il capo del Governo si macchiò ripetutamente durante la sua carriera di 
delitti che, al cospetto di un popolo onesto, gli avrebbero meritato la 
condanna, la vergogna e la privazione di ogni autorità di governo. Perché 
il popolo tollerò e addirittura applaudì questi crimini? Una parte per 
insensibilità morale, una parte per astuzia, una parte per interesse e 
tornaconto personale. La maggioranza si rendeva naturalmente conto delle 
sue attività criminali, ma preferiva dare il suo voto al forte piuttosto 
che al giusto. Purtroppo il popolo italiano, se deve scegliere tra il 
dovere e il tornaconto, pur conoscendo quale sarebbe il suo dovere, sceglie 
sempre il tornaconto. 
Così un uomo mediocre, grossolano, di eloquenza volgare ma di facile 
effetto, è un perfetto esemplare dei suoi contemporanei. Presso un popolo 
onesto, sarebbe stato tutt'al più il leader di un partito di modesto 
seguito, un personaggio un po' ridicolo per le sue maniere, i suoi 
atteggiamenti, le sue manie di grandezza, offensivo per il buon senso della 
gente e causa del suo stile enfatico e impudico. In Italia è diventato il 
capo del governo. Ed è difficile trovare un più completo esempio italiano. 
Ammiratore della forza, venale, corruttibile e corrotto, cattolico senza 
credere in Dio, presuntuoso, vanitoso, fintamente bonario, buon padre di 
famiglia ma con numerose amanti, si serve di coloro che disprezza, si 
circonda di disonesti, di bugiardi, di inetti, di profittatori; mimo abile, 
e tale da fare effetto su un pubblico volgare, ma, come ogni mimo, senza un 
proprio carattere, si immagina sempre di essere il personaggio che vuole 
rappresentare." 

PS: il capo del governo non è Mussolini ....



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Bolzano, 13 marzo 2010: Sì alle regole, no ai trucchi !
post pubblicato in Politica, il 14 marzo 2010





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Mamma mia !
post pubblicato in Politica, il 10 marzo 2010


Ciò che è bello fuori è bello anche dentro, dicevano gli antichi Greci.
E per dentro intendevano le qualità interiori.
Guardate qui:



Come sempre,
i Greci avevano ragione.



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Paolo Micheli
post pubblicato in PD, il 7 marzo 2010


Il circolo di Merano ha finalmente trovato il candidato sindaco PD per la città del Passirio. Si tratta di Paolo Micheli, direttore di Merano Maia, brava persona proveniente dal mondo dell'economia.
Era ora.
Ieri sera il suo nome ha avuto l'approvazione del Coordinamento del circolo PD meranese: 8 a 1 a favore di Micheli candidato. Bel successo !!!



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Iniziativa per più democrazia
post pubblicato in Politica, il 3 marzo 2010


Bolzano 3 marzo 2010

Iniziativa per più democrazia: più italiano il nuovo direttivo.

<03kl.jpg>I soci dell’Iniziativa per più democrazia, provenienti dai quattro angoli della provincia, si sono riuniti in gran numero a Bolzano lo scorso fine settimana per l’assemblea annuale: all’ordine del giorno l’elezione del nuovo direttivo ed i prossimi passi da compiere tenendo conto del risultato del referendum dello scorso ottobre.

Il direttivo dell’Iniziativa per più democrazia è composto da 9 persone, 4 delle quali sono ora di madrelingua italiana. “Un segnale forte – spiegano Marco Tavernar e Raffaella Zito, membri del nuovo direttivo – che è una risposta ai timori che gli strumenti di democrazia diretta possano essere usati contro la minoranza italiana”.

Un passo determinante in questo senso sarà anche l’impegno dell’Iniziativa affinché nella legge provinciale che regola gli strumenti di democrazia diretta sia introdotta un’apposita clausola a difesa delle minoranze linguistiche. Questa viene vista come uno dei presupposti assolutamente necessari affinché nella nostra provincia il diritto di partecipazione democratica dei cittadini sia assicurato a vantaggio di tutta la popolazione.

Al fine di rendere effettivamente praticabile e efficace il referendum come strumento di partecipazione popolare, l’Iniziativa per più democrazia punta ora in modo limitato e mirato:
 

·    all’abbassamento del quorum;
·    all’introduzione del referendum su determinate decisioni della giunta provinciale;
·    all’assicurazione di un’informazione istituzionale obiettiva.
 
Per portare avanti questi elementi di riforma assolutamente necessari l’Iniziativa per più democrazia si sta preparando a rivolgersi al Consiglio provinciale con le proprie proposte nonché di posizionarsi per una nuova iniziativa referendaria nel caso queste proposte minime non dovessero essere recepite.

Nel corso della riunione di sabato è stato comunicato all’assemblea dei soci che il debito di 60 mila euro, prodotto dall’impegno per il referendum del 2009, è stato saldato grazie alle donazioni soprattutto di singoli cittadini ma anche di organizzazioni sostenitrici. Anche in questo senso l’Iniziativa ha constatato quanto grande sia l’apprezzamento per il lavoro che sta portando avanti a favore della partecipazione democratica.

Forte di un direttivo in larga parte rinnovato, nel quale sono rappresentati equamente i gruppi linguistici, i generi e i comprensori, l’Iniziativa continuerà il suo lavoro con rinnovato entusiasmo. Tra le attività di quest’anno ci saranno le consulenze per migliorare gli strumenti di partecipazione nei Comuni, dove, in seguito al referendum, l’interesse su questo fronte è notevolmente cresciuto. Particolare sarà anche l’impegno di sensibilizzazione e di informazione verso la popolazione di lingua italiana. 

Raffaella Zito
(membro del direttivo)

Il nuovo direttivo in ordine dei voti espressi: Cornelia Dell’Eva, Raffaella Zito, Otto von Aufschnaiter, Karl Zerzer, Marco Tavernar, Bernd Karner, Claudio Campedelli, Pinuccia Di Gesaro (sospeso per incompatibilità), Karl Berger e i membri ausiliari: Erwin Demichiel e Marlene Stein.



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Candidati sindaci a Bolzano
post pubblicato in Bolzano e Sudtirolo, il 27 febbraio 2010


Dalla rubrica dell'Alto Adige "Visti dal basso" di Sergio Camin (26-02-2010)


Abbiamo letto sulle pagine di questo giornale, che l’Unione per l’Alto Adige punta a presentare a Bolzano un candidato sindaco di terza via, che immagino sia una roba simile alla terza corsia dinamica, una roba che c’è ma è meglio non usare. Ancora meno chiaro è che cosa sia l’Unione per l’Alto Adige, l’impressione è che sia una roba che non c’è ma che si usa. Nel discreto casino preelettorale a cui stiamo assistendo si usa in effetti un po’ di tutto pur di puntare a qualche cadreghina. Il meccanismo è molto semplice: chiunque vinca tra centrodestra e centrosinistra avrà un vantaggio di una manciata di voti, chiunque si inventi una sua listarella di terza, quarta o nona via, può tranquillamente provare a chiedere qualche cosa. E così nessuna meraviglia se in tre si uniscono a cena e compare l’Unione, rischiamo di vedere ben altro. Pinuccia Di Gesaro pare abbia già trovato il nome per la sua lista: “Pinuccia è d’accordo con Di Gesaro”. In effetti un nome che complicherà la vita ai grafici ma che l’editrice di agende considera di sicuro effetto. Non male anche la scelta del Forum, che ha già predisposto la grafica. Un buco centrale e intorno a correre la scritta “Non è vero che mi chiamo Capellietoni”. I Comunisti Italiani continueranno a chiamarsi “Comunisti Italiani”. Lo hanno deciso dopo una riunione assembleare tenuta nell’ascensore di Carlini, in cui non è passata l’idea di Carlini di passare a “Italiani Comunisti”. Determinante è stato il voto contrario dello stesso Carlini. Nel centrodestra, dopo la lista Oberrauch, stiamo aspettando un ex calciatore, un ex giocatore di polo e un ex medico diventato dentista.




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a Luca Coscioni (dec. 22-02-2006 per SLA)
post pubblicato in diario, il 25 febbraio 2010


" Se noi vivessimo in un mondo giusto, capace di non confondere ciò che è bene con ciò che è male, la lotta coraggiosa di Luca sarebbe sfociata in un movimento sociale forse inarrestabile. Non è colpa esclusivamente di Berlusconi: c'è anche l'apatia generalizzata delle persone. "

José Saramago



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La corruzione è una cosa seria ...
post pubblicato in Politica, il 25 febbraio 2010






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Se questo è un popolo
post pubblicato in diario, il 21 febbraio 2010


A questo ci siamo ridotti, a non avere nemmeno pietà di una persona che sta morendo di freddo sul ciglio della strada. Italiani brava gente: che schifo.
Scusa Sahid, a te la vita non la restituirà più nessuno; a me, e alla (poca) gente con una coscienza, toccherà di convivere con questa caricatura di popolo. 




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I noiosi regolamenti ...
post pubblicato in PD, il 18 febbraio 2010


... che nessuno sembra conoscere (in particolar modo i professionisti dell'informazione).

"Le Primarie del PD: possono effettuarsi qualora il Sindaco uscente decida di ricandidarsi, e vengono presentate eventuali altre candidature nei termini come sotto riportato (art.4 comma 4 del regolamento).
 
Gli eventuali altri candidati devono essere iscritti del PD e possono candidarsi in alternativa al sindaco in carica se sostenuti dal 30% dei componenti dell'assemblea provinciale oppure dal 15% degli iscritti risultanti nell'anno 2009."

Buon divertimento.



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:)
post pubblicato in Bolzano e Sudtirolo, il 13 febbraio 2010


Non vi sembra una foto emblematica delle ferite del PDL locale ? ...






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Bersani alla Camera prima del voto sulla legge-porcata sul legittimo impedimento
post pubblicato in PD, il 6 febbraio 2010


PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l’onorevole Bersani.

Ne ha facoltà.

PIER LUIGI BERSANI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, siamo qui a parlare in diretta televisiva del legittimo impedimento e dobbiamo chiederci quanti dei cittadini che stanno ascoltando sappiano cosa sia questo famoso legittimo impedimento. Del resto, dobbiamo confessare che anche molti di noi, prima di questa discussione, ne avevano una conoscenza vaga. Quindi, dobbiamo spiegarci davanti ai cittadini. Cosa è questa legge e cosa vuole dire ? Questa legge vuol dire che fino ad oggi un Presidente del Consiglio e un Ministro imputato, che non si fossero presentati in tribunale ad un processo, dovevano, per così dire, portare una giustificazione valida. Da domani la giustificazione il Presidente del Consiglio e i Ministri se la faranno da soli e potranno non andare mai in tribunale. Perché ? Perché fanno un lavoro importante, hanno molte cose da fare e hanno bisogno di stare sereni. Così si è detto e si è scritto. Ci vadano gli altri in tribunale, quelli che possono consentirsi un po’ di nervoso

(Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).

Questo è il concetto di fondo. Ma perché mai va approvata subito subito questa legge ? Perché non si parla di processi per dire dei processi in generale, ma si parla dei processi per dire di quei processi lì, quelli che sono in corso adesso e che bisogna scantonare. Ci si può chiedere: è possibile fare leggi del genere ? Non c’è la Costituzione ? C’è. La Corte costituzionale potrà non « approvare» questa legge, ma c’è bisogno di tempo – almeno qualche mese – perché la Corte decida e così parte subito questa scialuppa, poi questa verrà caricata su un bastimento, una legge costituzionale in grado di reggere il giudizio della Corte e, se non ci sarà una coincidenza fra scialuppa e bastimento, è pronto un barcone che si chiama « processo breve » per ovviare alla bisogna

(Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).

Processo breve; anche questo bisogna spiegarlo, perché immagino che qualcuno che ci guarda si chieda: ma perché, c’è forse qualcuno che lo vuole lungo il processo? E che cosa vuol dire discutere di « salva processi », e che cosa vuol dire « lodo Alfano 1 » e « lodo Alfano 2 », e cosa è mai un’ipotetica legge « salva pentiti » ? Credo che la gente del merito ci capisca poco, ma abbia compreso l’essenziale: sono tutte cose complicate che hanno dentro una cosa semplice che capiamo tutti: c’è di mezzo Berlusconi, un Presidente del Consiglio che non vuole farsi giudicare e tiene ferma su questo punto l’Italia

(Applausi dei deputati dei gruppi Partito Democratico e Italia dei Valori).

Il Paese è incagliato. Viene sospinto per quella ragione ad un confronto aspro ed estenuante fra Governo e magistratura, un confronto che viene fatto tracimare strumentalmente in una folle guerra fra politica e giustizia, fino a intaccare i pilastri del nostro sistema costituzionale. Vi chiedo una cosa: è ora che prendiate atto che grande parte del Paese che governate – voi tutti, Lega compresa – non è disposta a chiamare riforme delle norme che cambiano le regole in corso d’opera, a partita in corso, a processi in corso

(Applausi dei deputati dei gruppi Partito Democraticoe Italia dei Valori).

Si tratta di norme che non hanno carattere di generalità e di astrattezza, se non in modo ipocrita e fittizio, norme che oscurano il principio di uguaglianza e, mentre tutti invocano una giustizia più efficiente e moderna, le scorciatoie per uno o per pochi suscitano in tanti repulsione e indignazione e creano un solco e un’incrinatura non componibile non solo fra le forze politiche, ma nella coscienza del Paese, un Paese che peraltro ha in testa ben altre priorità. Allora, se governate per tutto il Paese, Lega compresa, dovete prendere atto di questo e preoccuparvi di fermare questa corsa dissennata di cui il fatto di oggi è solo il primo passo. Stiamo parlando di legittimo impedimento come di un ponte, si è detto, verso un « lodo Alfano 2 », ma l’impegno in questa mirabile opera di ingegneria, questo ponte, non ci esenterà dal dover discutere del cosiddetto « processo breve », che non rimuovete – lo ricordo al collega Casini –, che non abbandonate e che avete orgogliosamente rivendicato. Si tratta di norme che sfidano un elementare senso di giustizia che fanno dire a chiunque: finché non ci sono regole nuove per tutti, si va tutti con regole vecchie. norme che distruggerebbero migliaia di processi che sono in corso. Come si fa, per salvare uno solo, fare un’amnistia per tutti i colletti bianchi, dare uno schiaffo all’esigenza di giustizia di tante vittime del reato? Allora, vi dico così: se farete questo e se chiamerete tutto questo « riforme », allungherete ancora questa eterna transizione che ci impedisce da vent’anni di avere una politica normale. Se aveste, invece, la forza di rinunciare a tutto questo, potrebbe esserci una svolta. Questa, all’essenziale, è la vostra responsabilità. Il Presidente del Consiglio, a questo punto della sua quindicennale vicenda politica, potrebbe compiere un atto di responsabilità: mettere davanti a sé l’Italia (dirci: « prima di tutto l’Italia »), affrontare a viso aperto la sua situazione, fruendo dell’attuale quadro di garanzia, che vale per tutti i cittadini, per i tanti che percorrono le strade tortuose e lunghe della giustizia, magari pensando di aver avuto un torto, così come – cara Lega – fanno tutti i nostri amministratori e tutti i nostri governanti

(Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico – Commenti dei deputati del gruppo Lega Nord Padania).

Non perché noi pensiamo di non avere il peccato originale, non perché pensiamo di essere perfetti, ma perché pensiamo di essere corretti e mettiamo le regole davanti al consenso anche dove lo abbiamo. E si informi meglio Cota: il Presidente degli Stati Uniti (sentenza della Corte suprema degli Stati Uniti: 9 giudici a 0 sul caso Clinton) non ha diritto a nessun legittimo impedimento per essere giudicato

(Applausi dei deputati dei gruppi Partito Democratico e Italia dei Valori).

Noi non udremo quelle parole da statista, non le udremo, non udremo uno statista che dice: « Io affronto a viso aperto da cittadino i miei problemi e voi, intanto, in Parlamento fate le riforme per tutti e lì dentro risolvete le cose che vanno risolte anche nei rapporti tra magistratura, politica e Governo ». Noi sentiremo la solita musica e ci direte: « Ma che regole e regole, abbiamo il consenso e fateci governare ». Ma chi vi ha impedito di governare ? In nove anni, voi avete governato per sette: in che cosa è migliorata l’Italia ? Chi vi impedisce di governare adesso la crisi ? Da quando voi avete detto che la crisi non c’è, è psicologica e ce l’abbiamo alle spalle, noi abbiamo – vi informo – 700 mila disoccupati in più, un milione di persone sotto ammortizzatori, migliaia di piccole imprese che chiudono

(Applausi dei deputati dei gruppi Partito Democratico e Italia dei Valori).

Allora, vi dico: volete darcela – dopo venti mesi che ve la chiediamo – l’occasione di fare una discussione in diretta televisiva sui problemi reali degli italiani ? Ce la volete dare questa occasione o volete farci sempre parlare di queste leggi che noi rifiutiamo e per le quali voteremo contro

(Prolungati applausi dei deputati dei gruppi Partito Democratico e Italia dei Valori – Congratulazioni – Commenti dei deputati dei gruppi Popolo della Libertà e Lega Nord Padania) ?




permalink | inviato da antoniofrena il 6/2/2010 alle 20:17 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
Se questo è un uomo :)))
post pubblicato in Politica, il 6 febbraio 2010


da La Stampa del 4-2-2010:

Se questo è un uomo
÷ Ma come farà a essere israeliano con gli israeliani e palestinese coi palestinesi? Ad affermare, davanti a Netanyahu, che bombardare Gaza fu «una reazione giusta e due ore dopo, davanti ad Abu Mazen, che le vittime di Gaza sono paragonabili a quelle della Shoah? Zelig si limitava a cambiare faccia, a seconda dell’interlocutore da compiacere. Ma questo è un uomo in grado di cancellare il tempo e lo spazio. Riesce a stare con il pilota dell’aereo che sgancia le bombe e nel rifugio sotterraneo con i bombardati. In contemporanea, e dispensando a entrambi parole di comprensione. Nella sua vita precedente insegnava ai venditori di pubblicità a essere concavi coi convessi e convessi coi concavi. Una volta li sfidò a salutare cinquanta clienti, trovando un complimento per tutti. Solo stringendo la mano al cinquantesimo, un uomo brutto e sgradevole, rimase perplesso. Poi gli disse: «Ma che bella stretta di mano ha lei!».

Molti hanno letto quei manuali americani che insegnano a infinocchiare il prossimo in 47 lezioni. Ma solo lui ha il fegato di applicarne il precetto fondamentale:credere sempre a quel che dici, anche quando è il contrario di quel che hai appena detto. Una tecnica che evidentemente funziona persino con le vecchie volpi mediorientali.

Come farà? Vorrei tanto chiederglielo, se non fosse che lui nel frattempo si è già spostato nella basilica della Natività, a Betlemme, dove sta raccontando ai frati una barzelletta sulla Madonna che avrebbe preferito una femminuccia. A quel punto mi arrendo.





permalink | inviato da antoniofrena il 6/2/2010 alle 20:14 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
da vomitare ....
post pubblicato in Politica, il 6 febbraio 2010


02-FEB-10 15:41

FOIBE: PDL, A SCUOLA NE PARLINO SOLO ASSOCIAZIONI AUTORIZZATE

(ANSA) - ROMA, 2 FEB - Istituire un albo nazionale di associazioni autorizzate a recarsi negli istituti scolastici a parlare del fenomeno delle foibe e dell'esodo istriano-giuliano-dalmata. E' una delle proposte del Pdl, presentate oggi durante una conferenza stampa alla Camera dal responsabile e dalla vice responsabile della Consulta Cultura del partito, Fabio Garagnani e Paola Frassinetti, in occasione della Giornata del Ricordo. "Invieremo una lettera ai 21 direttori scolastici regionali - ha affermato Garagnani - perché si facciano carico del rispetto della legge parlamentare che ha istituito la Giornata del Ricordo, spesso completamente ignorata, e proporremo una risoluzione in Commissione Scuola e Cultura per favorire il dibattito dentro la scuola, che ponga rimedio al silenzio o alla deformazione dei testi scolastici sul tema". Per Frassinetti "va bene" che il Ministero dell'Istruzione abbia organizzato corsi di formazione per docenti, "ma non bastano: chiediamo una lista di associazioni autorizzate a spiegare il fenomeno agli studenti per evitare che l'argomento venga affrontato nelle scuole da associazioni gestite da comunisti". Il presidente dell'associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, Lucio Toht, ha infine denunciato il disinteresse dei media sull'argomento: "Esistono 200 ore di testimonianze di esuli - ha aggiunto il presidente - ma la Rai e Mediaset, che dovrebbe essere politicamente avvertita, rimangono indifferenti".






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Eccesso di settarismo
post pubblicato in Politica, il 2 febbraio 2010


E' difficile non condividere il fondo di Florian Kronbichler pubblicato domenica sul Corriere. Il sistema politico altoatesino sta implodendo per eccesso di settarismo. La rappresentanza politica, a qualunque livello, è diventata una guerra personale o per bande, una mera affermazione di sopravvivenza. Alla base di tutto questo - come ha scritto qualche giorno fa in un editoriale il direttore Franco - c’è il problema sostanziale: l’assenza di leadership. Intesa come assenza di grandi idee e di nuovi stimoli propositivi, in un paese come il nostro che invece dovrebbe produrre a ritmo continuo idee di sviluppo, magari contrapposte, ma che si differenziano per tipo di visione della società e non per etnia.

Se è inconfutabile che solo alcuni comandano, è altrettanto vero che i tanti che subiscono un potere granitico e ripetitivo stanno a guardare. Oppure si dividono in tante piccole inefficaci minoranze, rissose ed autoreferenziali (il “fattore di piccolezza” di Kronbichler). E quindi noi, nell’era di Barack Obama e in uno degli angoli più ricchi d’Europa, rischiamo di perpetuare un’elite sui generis, assai attenta a tutelare i suoi diritti e propensa a misconoscere i suoi doveri. Doveri che dovrebbero tradursi come causa comune, progetto condiviso, idealità trasversale. Mentre invece prevalgono interessi personalistici e settarii, con molteplici sfaccettature che vanno dalla proliferazione micropartitica alla subalternità del politico all’economico, i veri delitti di una classe dirigente che mira solo a riprodurre se stessa. Progresso e solidarietà sociale bloccati da una parte di ceto politico  professionista portato più al posizionamento tattico di se stesso che alla proiezione strategica.

Le contaminazioni virtuose tra il meglio della nostra società e le sue istituzioni faticano a decollare, imprigionate in una logica perversa fatta di relazioni personali, di cooptazione e di regole etniche. E dov’è finito il merito, di cui tutti i partiti - nessuno escluso - si riempiono la bocca? Nel mondo l´ingresso in politica è considerato l’apice per una carriera manageriale o universitaria: qui invece gli accademici snobbano la politica e molti politici apicali crescono all’ombra di segreterie, a loro volta rigorosamente divise per lingua. 

E allora, che fare? Non esistono ricette purtroppo. Esiste solo la possibilità, per i virtuosi tra quelli che sono al potere, di creare regole che incentivino i comportamenti positivi e disincentivino quelli negativi, dove  per positivo si intenda il bene comune e per negativo l’interesse personale. Da uomo della società civile prestato alla politica ho una speranza e un compito: la speranza che, nella lunga lotta tra cultura e merito da un lato e interesse personale e familizzazione della politica dall’altro, alla fine prevalgano i primi; il compito - e  anche un dovere, per il ruolo che ricopro - di far capire alla gente che una società che ama definirsi civile come la nostra non può prescindere da un sistema guidato dai più capaci dove nessuno però deve restare indietro. E siccome continuo caparbiamente a ritenere di vivere in un sistema democratico, sono convinto che, in ultima analisi, è ancora il cittadino a tenere saldamente in mano la chiave di questa società che può e deve essere migliorata: il suo voto.




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In morte di Frate Camillo De Piaz
post pubblicato in diario, il 1 febbraio 2010


Camillo De Piaz, frate dell'Ordine dei Servi di Maria, braccio destro di padre David Maria Turoldo, partigiani durante la guerra, coraggiosi punti di riferimento per l'opposizione cattolica al nazifascismo, è morto ieri notte nel reparto di rianimazione dell'ospedale di Sondrio, dove era stato ricoverato d'urgenza per un improvviso malore.
Avrebbe compiuto 92 anni il prossimo 24 febbraio. I funerali si svolgeranno domani, martedì 2 febbraio, alle ore 14.30, nella basilica della Beata Vergine di Tirano (Sondrio), dove viveva dal 1957, quando, su pressione del Sant'Uffizio, fu costretto a ritirarsi perchè considerato «scomodo» a causa delle sue simpatie marxiste e il suo dialogo con i comunisti. Nell'immediato dopoguerra, con un gruppo di amici intellettuali, padre Camillo e padre David Maria fondarono presso il convento di San Carlo a Milano la «Corsia dei Servi» della quale animarono per anni l'attività culturale (conferenze, editoria, cineforum, mostre) attorno alla omonima libreria che divenne un punto di riferimento del mondo culturale cattolico e non, soprattutto durante il Concilio Ecumenico Vaticano II. Per anni padre Camillo seguì le attività della «Corsia dei Servi» dividendosi fra Madonna di Tirano (al cui convento venne assegnato nel 1957) e Milano. In ambito editoriale collaborò come consulente con le case editrici Mondadori, Vallecchi, Il Saggiatore e Bompiani ed è stato autore di numerose traduzioni dal francese fra cui «Agonia della Chiesa?», lettera pastorale del 1947 dell'arcivescovo di Parigi cardinale Emanuele Suhard (1948), «Il Cristo dilacerato» di Jean Guitton (1964) e - a richiesta di Paolo VI, quando ormai i sospetti su di lui erano caduti - l'enciclica «Popolorum Progressio» (1967). Padre Camillo è stato membro della giuria del Premio «Gallarate», del Premio di poesia «Clemente Rebora» e, fino alla morte, del Concorso Letterario Renzo Sertoli Salis.
Nato a Madonna di Tirano nel 1918, Camillo De Piaz divenne frate dei Servi di Maria nel 1934 e fu ordinato sacerdote nel 1941. Durante gli studi ginnasiali incontrò David Maria Turoldo, frate dei Servi di Maria come lui, a cui lo legò una straordinaria esperienza di fraternità di esperienze e di ideali per tutta la vita. Nella condizione di frati e di studenti dell'Università Cattolica di Milano, entrambi parteciparono attivamente alla Resistenza, esperienza che segnò profondamente la loro vita e motivò il loro costante impegno democratico. Insieme si dedicarono all'assistenza ai perseguitati e alle loro famiglie, parteciparono ai gruppi animatori del giornale clandestino «L'Uomo» e del «Fronte della gioventù», movimento unitario antifascista in cui confluirono giovani cattolici e comunisti e di altre formazioni politiche. Nel 1957 a causa dei suoi contatti con il Fronte della gioventù e con i Comunisti Cattolici viene allontanato da Milano per disposizione del Sant'Uffizio e assegnato al convento di Madonna di Tirano. Contro di lui anche l'accusa di aver accettato l'incarico di consigliere della Casa della Cultura di Milano diretta dalla comunista Rossana Rossanda.
Cambiati i tempi nella Chiesa, e vista ormai l'attività di padre De Piaz non più come sospetta, ma fortemente antipatrice dello spirito conciliare, padre Camillo visse una nuova stagione di impegno dopo il 1968. Ma nuovi motivi di contrasto con la gerarchia cattolica si registrarono anche negli anni successivi. Nel 1973 padre Camillo ricevette dalle mani del segretario del Pci Enrico Berlinguer al Palalido di Milano il «Premio Eugenio Curiel» che gli viene assegnato con la seguente motivazione: «Sacerdote, militante antifascista, compagno di lotta di Curiel, ha saputo unire nel fuoco della Resistenza e nell'impegno civile dalla Liberazione ad oggi le aspirazioni convergenti di libertà e di progresso del popolo italiano espresse da componenti ideali diverse». Nel 1975 la «Corsia dei Servi» venne allontanata dalla chiesa di San Carlo di Milano, continuando come istituzione privata e nel 1977 i Servi di Maria, e in particolare padre De Piaz, vennero allontanati dal Santuario di Tirano: solo nel 1988 il frate fu rientegrato in tutte le sue funzioni sacerdotali. Nel 1995 gran parte dei suoi scritti d'occasione venne raccolta nel volume «Il crocevia, la memoria». È autore di vari libri a commento della Bibbia e dei Vangeli. Nel 2006 è uscita la sua biografia a cura dello storico Giuseppe Gozzini dal titolo «Sulla frontiera. Camillo de Piaz la Resistenza, il Concilio e oltre»

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iPad !!!
post pubblicato in diario, il 27 gennaio 2010




Fondamentale in questa vita digitale ! 
:))))))



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La memoria (Auschwitz-Birkenau)
post pubblicato in diario, il 27 gennaio 2010






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Ha vinto Vendola, viva Vendola
post pubblicato in PD, il 25 gennaio 2010






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La riforma della scuola in Trentino
post pubblicato in PD, il 24 gennaio 2010


Onorevole Bersani,
in veste di portavoce degli Stati Generali della Scuola Trentina, ci permettiamo di consegnarLe una breve rassegna stampa, che abbiamo preparato per darLe modo, se ancora non lo avesse fatto, di aggiornarsi su quanto il Suo partito sta facendo nella nostra provincia.
Sicuramente saprà che l'Assessore Provinciale all’Istruzione Marta Dalmaso si appresta a varare, in tutta fretta, sotto la pressione del Presidente Lorenzo Dellai, una riforma scolastica che ricalca, anticipa e per certi versi peggiora la legge che a Roma sta preparando la coppia Gelmini-Tremonti e che - a Roma - sta incontrando la giusta opposizione del Suo Partito.
A Roma il PD si oppone a ciò che qui il PD propone!

Questa riforma cancellerà, assieme all'intero settore dell'istruzione professionale di Stato, decine di indirizzi di studio, modificherà i quadri orari e il calendario scolastico, riducendo la libertà di scelta della famiglie, provocando di fatto il licenziamento di centinaia di precari, abbassando drasticamente il livello dell'offerta formativa e regalando per converso su un piatto d'argento enormi vantaggi economici e politici al settore dell'educazione privata.
Questa riforma è stata preparata nel chiuso delle stanze del Ministero e della Provincia da uno stesso gruppo di consulenti che con la scuola non hanno nulla a che fare, se non per la loro pervicace volontà di svuotarne i fondamenti costituzionali di laicità e democrazia.
Questa riforma sta ora per essere imposta a docenti, studenti e famiglie, che la vivono come una minaccia e che inutilmente stanno facendo di tutto per farsi ascoltare, chiedendo che venga sospesa e ripensata con il contributo fattivo di tutti i soggetti reali che la scuola la vivono ogni giorno.
Persino i sindacati, che pur nelle prime fasi dell'iter si erano mostrati favorevoli, ora chiedono di sospendere la riforma, avendo capito il grave pericolo che rappresenta per la scuola, per l'autonomia e per la democrazia.

Questa riforma è una sciagura per la scuola e quindi per la società intera:
il PD trentino, il Suo partito, si sta assumendo una responsabilità gravissima!

La invitiamo perciò a prendere esplicita posizione in proposito: 

i tempi sono stretti, quindi, se entro qualche giorno non si pronuncerà pubblicamente e chiaramente, rivolgendo al segretario provinciale del Partito Democratico Michele Nicoletti, al capogruppo consiliare Luca Zeni e all'Assessore Marta Dalmaso l'invito a rivedere la loro determinazione alla luce delle richieste e delle proposte che salgono dalla società e dalla scuola, saremo costretti a trarne le dovute conseguenze e a considerare le belle parole del Suo partito come menzogne.
Come sa bene, una parte importante del mondo della scuola ha riposto e ripone nel Partito Democratico le sue speranze e la sua fiducia: non le tradisca, perché sarebbe l'ultima volta.

Gli Stati Generali della Scuola Trentina
http://scuolatrentina.blogspot.com

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